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L’etichetta è la carta di identità degli alimenti attraverso la quale il consumatore può ricavare molte informazioni utili (ad esempio gli ingredienti, la loro tipologia, la durata del prodotto, la provenienza, ecc …).

Qualsiasi azienda che produce generi alimentari e li commercializza deve, per legge, apporre sulla confezione l’etichetta che deve contenere determinate informazioni. per questo l’etichetta deve essere chiara, trasparente e non ingannevole, ossia non deve indurre in errore l’acquirente sulle effettive caratteristiche, qualità, composizione e luogo di origine del prodotto.

La normativa italiana prevede che  su ogni prodotto alimentare presentati al consumatore e posti in vendita all’interno di una confezione (c.d. prodotti preconfezionati), l’etichetta deve riportare obbligatoriamente in lingua italiana:

  • denominazione di vendita, ossia l’esatta descrizione del prodotto prevista dalle normative italiane e comunitarie (es. “pasta di semola di grano duro”) e deve essere accompagnata da un’indicazione dello stato fisico del prodotto (es. “in polvere”, “liofilizzato”, “surgelato”, “affumicato”, ecc) ;
  • elenco degli ingredienti, ossia tutte le sostanze compresi gli additivi, gli aromi utilizzati nella fabbricazione del prodotto alimentare. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente, cioè partendo da quello maggiormente presente fino ad arrivare a quello utilizzato in quantità minore. Dal 13 dicembre 2014 una direttiva europea impone di specificare la natura dei grassi ed oli utilizzati (es. oliva, palma, girasole, soia, colza, ecc) e di indicare obbligatoriamente la presenza di eventuali allergeni nella lista degli ingredienti;
  • quantità netta
  • temine minimo di conservazione, ossia la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il” seguita dalla data. Nel caso di prodotti destinati ad un deperimento rapido dal punto di vista microbiologico l’etichetta deve riportare la data entro la quale deve essere consumato e la dicitura che deve essere riportata è “da consumarsi entro il” seguita dalla data. Ci sono comunque dei prodotti che non hanno l’obbligo di indicare la scadenza come i vini, sale da cucina, caramelle ed aceto ;
  • nome o ragione sociale sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nell’Unione Europea;
  • sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
  • lotto di produzione
  • modalità di conservazione/utilizzazione nel caso in cui fossero necessari degli accorgimenti;
  • indicazione della quantità di un ingrediente
  • indicazione di origine o provenienza, obbligatoria da aprile 2015, per le carni suine, avicole, caprine e ovine il luogo di nascita, allevamento e macellazione. Si tratta di un’estensione di quanto già avviene da anni con la carne bovina. Tuttavia la regola vale sol per la carne fresca, surgelata o congelata e/o macinata, sono escluse le preparazioni a base di carne come spiedini di pollo e maiale, cotolette, zamponi e salumi vari.

Federconumatori invita tutti coloro che effettuano degli acquisti alimentari di leggere sempre l’etichetta, di fare attenzione allo stato delle confezioni, di controllare sempre la data di scadenza, soprattutto di non fare troppo affidamento all’immagine riportata sulla confezione e di segnalare qualsiasi presunta irregolarità riscontrata negli esercizi di vendita o nei mercati al momento dell’acquisto o presso l’Azienda USL o ai Nuclei Antifrodi Carabinieri (N.A.C.).

Realizzato da: S.B.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

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